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GIORNATA DELLA TERRA22 APRILE HEART DAY GIORNATA DELLA TERRA
Oggi, 22 aprile in tutto il mondo si celebra l’Heart Day, ovvero la giornata della Terra. Quasi 4mila eventi si svolgeranno in 174 paesi. Una manifestazione anche troppo “americanizzata”, ma che può tornare utile a riproporre al grande pubblico i gravi problemi che stiamo creando alla Terra con i nostri comportamenti abbastanza dissennati e informarli sui gravi rischi a cui andremo incontro se non ci sarà una inversione di tendenza sui comportamenti e se i nostri politici non metteranno in atto leggi rigorose e giuste sui cambiamenti climatici. Avvertimenti sono ormai venuti da scienziati, deputati, ambientalisti. NOI CI VIVIAMO SALVIAMO LA TERRA SALVIAMO NOI STESSI Certo, toni troppo allarmanti e catastrofici rischiano di allontanare i cittadini, ma il problema esiste ed è serio, quindi è necessario che a tutti i livelli inizi un dibattito sulle questioni concrete, su come sta cambiando la Terra a causa dei nostri interventi, cosa possiamo fare concretamente e cosa invece potrebbe succedere se continuassimo ad ignorare il problema e non modificare gli atteggiamenti. Siamo ancora in tempo e con atteggiamenti virtuosi potremo ricreare un equilibrio e un vivere sano per noi e per tutto il pianeta, ma intanto è necessario invertire la rotta. I Ghiacciai spariscono Molte sono le questioni che ci preoccupano, dalla disuguaglianza, all’estinzione di specie importanti per l’assetto naturale, all’inquinamento, ma quest’anno a preoccupare sono il 70% circa dei grandi ghiacciai che si stanno sciogliendo. L’innalzamento di oltre un metro del livello dei mari previsto dagli scienziati, l’incremento delle precipitazioni nell’emisfero Nord e l’aumento della siccità nei paesi del sud del mondo. La Terra è la nostra unica casa, è nel nostro interesse preservarla e non portarla al collasso, diamo il nostro contributo personale abituandoci a piccoli gesti domestici in linea con il risparmio energetico e contro l’inquinamento e a pretendere politiche compatibili.
Visita il sito www.litoralesud.net 14:15 - Apr. 22, 2008 - commenti {0} - Invia un commentoInaugurazione Sede NimphaGiovedi 3 aprile inaugurazione della Sede della Nimpha onlus a Nettuno in Via del Fosso,12
Grande successo per l'inaugurazione della Sede di Nettuno della Nimpha onlus. Tanti soci e cittadini sono intervenuti all'inaugurazione, più di duecento persone si sono avvicendate nel piccolo ma confortevole locale in Vicolo del Fosso 12. Si è avuta così l'opportunità di iluustrare i progetti e le intenzioni dell'associazione e di cercare di sensibilizzare i candidati alla carica di primo cittadino della città con cui ci auspichiamo una proficua collaborazione. Di seguito il resoconto delle intenzioni "strappate" a molti candidati, quelli che gentilmente sono intervenuti all'inaugurazione, sui temi a noi cari.
I candidati sindaci illustrano il loro programma sull’ambiente e sui servizi sociali in occasione dell’apertura della Sede dell’associazione Nimpha onlus di Nettuno. Arriviamo presto in Vicolo del Fosso, la nuova sede della Nimpha onlus. Siamo emozionati, c’è da preparare tutto per ricevere chi ha raccolto l’invito che la nostra associazione ha fatto, anche attraverso le pagine di questo periodico. Ma tutto è stato pianificato: Laura, Cinzia, Gianna, Rita, e Anna hanno preparato tante prelibatezze e il prosecco sta in frigo, adesso c’è solo da sperare in una risposta positiva alla nostra iniziativa. Ci interessa molto la presenza di cittadini a cui spiegare i nostri progetti e convincerli della necessità di innescare insieme un percorso virtuoso per Nettuno, ma anche della risposta dei candidati alla carica di sindaco perché dalle loro idee, dalle loro capacità, dal loro impegno dipende il futuro di questa cittadina che merita di più di quello che oggi è. Sono la quattro e iniziano ad arrivare i soci. Siamo già tanti e ben distribuiti, anche se i giovani sono in numero maggiore e questo ci fa piacere. Sul televisore scorrono le immagini che sponsorizzano i nostri progetti e proprio mentre appaiono i dati rilevati dall’Arpa sull’inquinamento del Loricina arriva Ugo Minchella candidato del Popolo della libertà, Alleanza per Nettuno e Udc. L’aspetto è quello di una brava e onesta persona consapevole delle difficoltà e delle sfide da vincere. “Ho accettato la candidatura a Sindaco con sofferenza e con inquietudine perché i problemi che affliggono questa Città sono molto gravi. Ma adesso sono pronto e motivato. La città sembra ripiegata su se stessa, abbandonata, noi abbiamo intenzione, se riusciremo a prevalere in questa campagna elettorale difficile, di investire sulle risorse che Nettuno possiede. Progetti fattibili, risolutori, incisivi, capaci di lasciare il segno sul quotidiano. Il primo impegno è quello di rinegoziare la convenzione con Nettuno Servizi. C’ impegniamo a dare azione prioritaria alla riorganizzazione della macchina amministrativa e finanziaria, attuando tutte le iniziative in grado di dare servizi e assistenza a tutti. Rispetto ai temi ambientali e sociali abbiamo un programma ampio che prospetta una pubblica amministrazione virtuosa e che prevede, oltre alla raccolta differenziata e a nuove isole ecologiche la creazione di un consorzio con i comuni limitrofi per ridurre la Tassa TARSU, la progettazione e l’ampliamento degli impianti di depurazione e il completamento della rete fognari e, la realizzazione di impianti fotovoltaici sugli edifici pubblici. Poi politiche sociali a sostegno delle fasce deboli e, non ultimo, grande cura alla manutenzione stradale e alla pubblica illuminazione. Insomma un vero patto con i cittadini di Nettuno di cui io sarò il garante. Minchella assieme a Molinari e Udc si intrattengono a lungo con gli iscritti e si sottopongono volentieri al confronto. Infatti nel frattempo il piccolo locale si è riempito e tanti preferiscono discutere nel vicolo che, come tutto il Borgo, risente però di un degrado che sta diventando insopportabile. Si discute su cosa si può fare e come convincere i ragazzi a non sporcare la loro città e far loro capire la differenza fra libertà e libertinaggio, insomma come innescare un circolo virtuoso che smuova le coscienze e spinga ad azioni concrete. Già un centinaio di persone si sono avvicendate nei locali. Fra una pizzetta e una fetta di crostata si è parlato d’acque sporche, di divieti di balneazioni, di canali inquinanti, di discariche abusive e pericolose, di una rinascita necessaria. Ad un tavolo in angolo c’è una discussione fra esperti di come risolvere i problemi delle acque inquinanti che sporcano il mare, la spiaggia, le ciglie delle barche dei pescatori. Le ore passano e le persone si avvicendano ed è già tardi quando arriva Mariano Leli, candidato della Destra, del patto di Centro per Nettuno e del movimento per le Autonomie. Sguardo intenso e occhi furbi e la padronanza degli argomenti di chi si avvale di una lunga esperienza politica, caratterizzano il breve colloquio. “Il Paese ha bisogno di individuare chi può fare da guida in un momento difficile. Io penso che la mia esperienza e la conoscenza della mia città mi candidi ad essere la persona giusta per Nettuno. Serve una nuova stagione politica con un’amministrazione aperta al dialogo e a larghe intese, dove possano prevalere i valori etici e morali. Anche rispetto ai problemi a voi cari il mio programma si fa carico di individuare vari punti di convergenza, dalla necessità di far funzionare meglio i depuratori, alla vigilanza sullo scarico dei fossi, alla Consulta per far esprimere al meglio il ruolo delle associazioni che sono da considerarsi una ricchezza per il territorio. Noi vogliamo promuovere tutte le iniziative delle associazioni impegnate nel terzo settore, inserendoci anche nei possibili finanziamenti derivanti dai progetti europei, cercando di sfruttare al meglio quei fondi previsti che spesso non si riescono a fruire e che vengono girati ad altre Nazioni. Insieme possiamo farcela. Poi certamente la raccolta differenziata e il mutuo sociale, ovvero la consapevolezza che ognuno ha diritto ad una casa, sono altri due punti di una campagna elettorale diversa, dove il voto disgiunto e i tanti candidati potrebbero riservare sorprese.
Sembra convinto delle sue tesi Leli e noi apprezziamo chi crede nelle proprie idee, lo ringraziamo per la sua disponibilità e gli offriamo una bibita. Ma la giornata non è finita, e arrivano nuovi amici. Ed è bello avere un luogo dove poterci vedere in serenità. Abbiamo già portato alcuni libri e volendo si può fare una partita a burraco o giocare a scacchi. Ma non oggi, oggi è giorno di progetti, d’impegni e di discussione accesa. Uscendo per strada m’imbatto in un altro candidato che in questi giorni ho più volte incontrato nelle conferenze di Forte Sangallo, ultima quella sulle energie rinnovabili, segnale che ha anche a cuore argomenti ecologico/culturali. E’ una persona spiritosa e seria Valerio Vettori e ha un programma abbastanza particolare in ambito ambientale e sociale e, oltre alla raccolta differenziata e la promozione delle aree verdi, da buon architetto, pone attenzione l’accessibilità veicolare e pedonale, la lotta ai fattori, un tavolo per affrontare l’emergenza sociale, ma anche qualche tema più coraggioso: la rimozione delle cause scatenanti gravi malattie, la necessità di combattere lo sfruttamento e il lavoro nero, l’integrazione sociale e l’Urban Center. Dice Vettori: “Se si facesse una mappatura di malattie serie come leucemia e linfomi nella fascia fra S. Marinella e Formia scopriremo che la casistica è molto più accentuata rispetto ad altre zone e che servirebbe capire meglio il problema e rimuoverne le cause, magari assieme all’Università. La lotta allo sfruttamento del lavoro nero è invece diventata necessaria perché viviamo in un contesto caratterizzato da una forte immigrazione che innesca aspetti di grave forzosa precarietà. Il lavoro nero priva dei diritti fondamentali e rende più insicura la vita dei lavoratori, italiani e stranieri, ma è anche la negazione di una idea di sviluppo, di qualità, di democrazia, di uguaglianza, nonché di competizione fra le diverse imprese. L’integrazione sociale è poi il principio su cui si deve fondare una società che vuole essere giusta e democratica. Se non si risolvono questi problemi nella pienezza dei diritti e dei doveri avremo sempre più problemi anche su altri versanti. L’Urban Center invece si vorrebbe caratterizzare come uno spazio d’informazione, di dialogo, di progettazione condivisa sulla città e sui problemi del territorio, un punto di riferimento centrale a disposizione di tutti i soggetti dove confluiscono tutte le esigenze e dove l’Amministrazione si può relazionare con la città. D'altronde si sente la necessità di nuovi percorsi, la crescita di un nuovo pensiero con una caratura culturale diversa che consenta un diverso avvicinamento agli elettori, un approccio che non sia solo d’interesse”. E’ tardi, stiamo per chiudere la sede, ma siamo dispiaciuti che alcuni candidati non abbiano sentito l’esigenza di un saluto e un veloce confronto, ma sappiamo che questi sono giorni cruciali ed ognuno è libero di scegliere le proprie tappe elettorali, così, mentre stiamo ripulendo il locale arriva, scusandosi del ritardo dovuto ad una partecipazione ad una trasmissione televisiva, il candidato del PD e della Lista del Sindaco Alessio Chiavetta. Alessio, presentato come un giovane rampollo della casa del PD, perché ha solo 30 anni, appare quasi un “senatore” leggendo il suo curriculum. E’ tranquillo e sembra apparentemente non provato dalle difficoltà di una campagna elettorale stressante. Ispira fiducia. Queste le sue dichiarazioni: “E’ vero, nella mia esperienza politica ho già ricoperto diversi ruoli significativi, quindi, pur se giovane, non si può dire che sia inesperto. Anche questa campagna elettorale presenta delle difficoltà, ma chi ha alle spalle una grande forza politica come il PD la può vivere con maggiore tranquillità. Certo a Nettuno chi vincerà le elezioni erediterà una situazione complicata, e per superarla servirà rimboccarsi le maniche e affrontarla tutti insieme. Rispetto alla politica ambientale, oltre alla raccolta differenziata “porta a porta”, c’è la necessità di una maggiore valorizzazione di tutte le aree verdi della città, il rilancio dei Piani di zona con il coinvolgimento e la valorizzazione delle realtà associative locali, una maggiore attenzione e informazione per i giovani, un nuovo asilo comunale e un forte impegno sul settore turistico, oltre al “bilancio partecipato”. Queste e le altre iniziative che sono esplicitate nel nostro programma andranno meglio affrontate con chi, eventualmente, se ne dovrà occupare direttamente. Tante persone a Nettuno sono impegnate per ricercare un’alternativa, una discontinua con il passato, abbandonando gli slogan e iniziando a lavorare per il futuro. Questo è il mio obiettivo: una campagna il più possibile partecipata, concreta e aperta. Una campagna ricca di futuro."
Mentre sto spengendo il personal computer arriva una cortese e-mail di Alessandro Mauro che si scusa per la defezione per impegni precedenti, e l’atto di cortesia è gradito. Prima di spengere le luci del piccolo locale e chiudere così questa lunga giornata resta giusto il tempo di una riflessione. I candidati alla carica di primo cittadino li vediamo in questi giorni su manifesti e giornali, una inflazione di immagini e di slogan, che quasi li hanno spersonalizzati. Ognuno si è fatto un’idea mediata dall’immagine stampata o dai tanti pettegolezzi. Bene, dal vivo sono molto più simpatici ed umani hanno idee e aspettative e tutti sembra abbiano capito che c’è la necessità di un forte impegno per il risveglio di una Nettuno che negli ultimi anni si è “accartocciata” sui suoi problemi. Noi vogliamo fare un in bocca al lupo a tutti, anche a chi non ha avuto voglia o tempo di rispondere al nostro invito, e vogliamo che chi alla fine vincerà questa elezione abbia la statura, la credibilità e il sostegno necessario per risollevare una situazione complessa. Noi come associazione vogliamo affrontare e risolvere i problemi, e per ottenere questo risultato vogliamo istaurare e consolidare con l’amministrazione comunale un rapporto positivo, fatto di condivisione di valori e di principi per trovare un’armonia anche nel campo della programmazione e nella gestione di interventi e servizi, tenendo sicuramente presente la diversità dei ruoli e di mandato, ma puntando a realizzare il bene comune, perseguendo il principio di sussidiarietà che può prendere le forme di una nuova alleanza, un nuovo patto fra le amministrazioni e i cittadini, per risolvere insieme i problemi sempre più complessi della nostra vita collettiva. A noi piace molto la formula della sussidiarietà orizzontale perché implica il concetto della cittadinanza attiva, che non ha paura di esprimere l’esercizio di una responsabilità dentro lo spazio pubblico, contribuendo a qualificarlo ed ampliarlo. Nettuno sta soffrendo, ogni angolo della città risente dell’assenza dell’amministrazione, adesso c’è la necessità di rimettersi in viaggio, come cantava Lucio Battisti, certamente “certamente non volare, ma viaggiare”.
Adesso stiamo preparando un piccolo giornale nel quale illustreremo le nostre proposte, tra cui una riflessione sulla decrescita o acrescita, sui Gas e sui progetti possibili per il Borgo antico, come quello di riportarci gli artigiani. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e che consentono alla nostra associazione di sopravvivere. Se qualcuno poi ci vuole aiutare si può iscrivere o semplicemente versare il suo 5 x 1000 alla nostra associazione. Grazie ancora.
Giancarlo Testi
16:21 - Apr. 2, 2008 - commenti {0} - Invia un commentoINNAMORARSI DI NETTUNO"INNAMORARSI DI NETTUNO"
A Forte Sangallo l'Associazione Nimpha onlus ha promosso un incontro dal tema "Innamorarsi di Nettuno". Un cammino virtuoso per sostenere, motivare, incoraggiare un maggiore impegno che coinvolga tutte le forze positive del territorio su un percorso comune, su azioni concrete che si muovano dentro il principio della sussidiarietà orizzontale e prenda le forme di una nuova alleanza, un nuovo patto fra amministratori e cittadini per risolvere insieme i problemi sempre più complessi della nostra vita collettiva. Sono stati illustrati quattro progetti importanti che affrontano problemi come : - il degrado, lanciando una campagna di sensibilizzazione con la programmazione di assemblea pubblica per individuare gli interventi necessari - le acque, con attenzione al Loricina e alla necessità di intervenire sulla foce con un progetto di riciclo e trattamento delle acque che inquinano il mare e la spiaggia - la bonifica della 'ex discarica delle Grugnole - la restituzione di Torre Astura alla sua storia e ai cittadini. E stato anche chiesto ai rappresentanti delle forze politiche intervenuti un dialogo maggiore e l'istaurazione di un rapporto positivo fatto di condivisione di valori e principi, pur nella diversità dei ruoli e di mandato, ma orientati a realizzare il bene comune.
"INNAMORARSI DI NETTUNO" Sintesi degli interventi presentati nella conferenza organizzata Giovedi 28 febbraio a Forte Sangallo
Introduzione lavori Giancarlo Testi Vice Presidente/ e a.s. Nimpha
A qualcuno potrebbe sembrare bizzarro il titolo che abbiamo voluto dare al nostro incontro. La nostra associazione territoriale per la prima volta si presenta alla città e, normalmente questi sono momenti autorefenziali, ma, pur avendo occasione di presentarci, ci penserà il nostro Presidente, il tema portante di questo incontro vuole essere proprio l’innamoramento: innamorarsi per far uscire fuori le potenzialità di ognuno e metterle al servizio della città. Perché molti problemi che vogliamo affrontare trattano di questioni note ai più, ma mai risolte. Per qualcuno mai risolvibili, nonostante che tanti siano da sempre innamorati di Nettuno. Ma viviamo tempi difficili, con il rischio di essere tutti figli del così detto “pensiero debole” che ha diviso, il mondo, che ha distrutto la coesione. Tutte le posizioni si equivalgono, non c’è più una verità: e il risultato è che molti si sperdono fra le sabbie mobili di uno scetticismo generale, di una sorta d’impotenza collettiva che porta solo ad una completa sfiducia nella verità e nella possibilità di spendersi. Ma c’è una possibilità di rinascita etica e culturale? C’è una possibilità che l’amore produca un cambiamento? Che comunque tutti si innamorino della loro città e per essa siano disponibili a dedicare un po del loro tempo?
Noi pensiamo di si se si crede in ciò che si fa, se si riesce a trasmettere la passione e l’amore in quello che si fa. Ma l’altro nemico dell’affettività produttiva è il pensiero burocratico centrato sui ruoli che troppo spesso allontana o ingabbia le iniziative. Io credo che a Nettuno ci siano persone pronte ad intraprendere un cammino virtuoso su vari versanti, ma non sanno come fare, scoraggiate dai più, sprovviste di strumenti e di mezzi. Hanno bisogno di chi sappia sostenere, motivare, incoraggiare il loro impegno. Sappiamo che tante organizzazioni in questi anni si sono distinte ed hanno lavorato bene, ma si deve fare di più. Insieme. Anche l’amministrazione si deve distinguere perseguendo attività pubbliche virtuose. Ecco il senso di questo incontro: coinvolgere le forze politiche del nostro territorio su un percorso comune che porti ad azioni concrete, guidate dall'amore per la città, ed accompagnate dalla sensibilità che associazioni e strutture che lavorano nel sociale hanno certamente nel loro DNA.
Claudio Calanca Presidente Nimpha Anzio Nettuno
La Struttura Territoriale di Nettuno ed Anzio dell’associazione “Nimpha onlus”, che ho l’onore e l’onere di presiedere, è, come tante altre associazioni un soggetto con diversi campi d’interesse, dalla salvaguardia, monitoraggio e riqualificazione del territorio, alla tutela dei corsi d’acqua di approvvigionamento e degli scarichi in mare, all’energia pulita e rinnovabile, alla tutela e gestione dei parchi e patrimoni boschivi. Ma non è solo un’associazione ecologista, la nostra missione vuole essere quella di muoversi nel sociale, nell’ambito dell’assistenza così come in quello dello sport, nella promozione e valorizzazione dei patrimoni del nostro territorio, nella cultura. In pratica in tutte quelle attività che possano essere di aiuto e di sprono per la collettività. Sappiamo che fra Anzio e Nettuno operano tante associazioni onlus, e che tutte si sono date da fare in questi anni anche difficili e colgo l’occasione per ringraziarle per aver accolto il nostro invito. Ognuna ha uno scopo primario, ma poi tutte convergono nel campo della solidarietà sociale e tutte hanno l’obiettivo di rendere più vivibile e positivo il nostro vivere, specie per coloro che si trovano in condizioni di disagio. Allora qualcuno potrebbe pensare: perché un’altra associazione? - è riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente con decreto ministeriale a firma dell’allora ministro Alterio Matteoli, - è iscritta nel Registro Regionale del Lazio ed è operante su tutto il territorio nazionale con significativi accordi di collaborazione, tra cui il CNR. Grazie all’interessamento di alcune persone di buona volontà siamo riusciti ad aprire anche a Nettuno una Struttura territoriale anche se la sede sociale, perché stiamo aprendo una sede sociale in via del Fosso, sarà funzionante dai primi di marzo. Il commissariamento ha però interrotto qualsiasi tipo di intervento e di discussione sui problemi specifici ma le prossime elezioni amministrative possono essere l’occasione per riprendere un cammino e istaurare un dialogo costruttivo e una positiva collaborazione con tutte le forze presenti sul territori. La “Nimpha onlus” pur se giovane nella sua componente territoriale è composta da un gruppo omogeneo di persone preparate e consapevoli, - ha fra i fondatori tanti giovani e ha elaborato una serie di proposte, sulle quali ci sarà tempo e speriamo spazio di discussione, che si muovono nel campo di propria competenza, con forte interessamento alla sussidiarietà orizzontale e agli interventi ambientali sul territorio. Noi vogliamo iniziare un dialogo e anche delle fattive collaborazioni con tutte le istituzioni e con tutte le altre associazioni, con coloro che vogliono impegnarsi per ridare lustro, etica e pulizia alla nostra cittadina, così immeritatamente provata e martoriata. Per questo motivo abbiamo voluto coinvolgere - innanzi tutto le forze politiche, pur essendo noi apartitici per statuto, perché dalle loro idee, dalle loro capacità, dal loro impegno dipende il futuro di Nettuno - la stampa locale per dare risalto all’iniziativa e perché l’informazione è importante a propagandare una nuova cultura sociale necessaria per ogni cambiamento, certi che educare alla cittadinanza attiva equivale a pensare ed agire, - ma anche tutti i soggetti pparenti diversità, ma con l’intento di dare un contributo positivo alla nostra città. Il nostro vuole essere un approccio pragmatico, non politicizzato, non autoreferente, ma aperto alle idee politiche rivolte verso il sociale e solidali con la cittadinanza tutta, specie con le fasce più deboli e bisognose di aiuto. Vogliamo misurare noi stessi su questi temi e mettere alla prova il reale interesse di tutti coloro che aspirano a cambiare, migliorare, governare la città. Molte nostre proposte affrontano questioni ambientali, ma cercando sempre un approccio pragmatico e scientifico. Il nostro non vuole essere un ecologismo di maniera, ma ragionevole, che cerca di affrontare il problema critico in maniera fattiva. Con l’aiuto della ragione degli apporti scientifici e tecnologici vorremmo ricercare sempre le soluzioni tecnicamente possibili con lo scopo di far convergere gli interessi dell’ecosistema con quelli dell’uomo. Insomma non siamo e non vogliamo essere una delle tante associazioni del no a prescindere, ma non vogliamo nemmeno essere un’associazione accondiscendente. Sui progetti, sui fatti concreti, vogliamo misuraci e sull’impegno quotidiano e sui risultati ottenuti vorremmo eventualmente essere giudicati, non sui pregiudizi, sulle vane parole. Abbiamo mente e abbiamo gambe e vorremmo condividere con tutti voi un percorso positivo che riporti Nettuno alla pulizia, alla dignità, alla sicurezza che merita. Più persone saremo a credere che ciò è possibile, più impegno ci metteremo, più possibilità ci saranno di raggiungere questi apparentemente semplici obiettivi. Ringrazio tui e spero in una fattiva pr o collaborazione.Giancarlo Testi Bravo e conciso il nostro Presidente: del pragmatismo e della sintesi ha fatto virtù. C’è poco da aggiungere. Solo qualche semplice considerazione mentre si prepara Paola per illustrare il primo progetto. Tutti qui sappiamo che la Repubblica Italiana ha riconosciuto non solo il valore sociale dell’associazionismo liberamente costituito e delle sue molteplici attività come espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo, ma che ha anche inteso promuoverne lo sviluppo in tutte le sue articolazioni territoriali, salvaguardandone l’autonomia. Noi in questo schema vogliamo muoverci e abbiamo allo studio vari progetti interessanti, non solo quelli che, a titolo puramente esemplificativo, presenteremo fra poco, molto sinteticamente e velocemente, in questa sede. Ne abbiamo di altri sperimentali, che vogliono far fronte a particolari emergenze locali, più elaborati, che vorremmo verificare anche con altre associazioni ed eventualmente presentare in collaborazione con l’ente locale. Perché vogliamo un dialogo maggiore con gli enti locali, A noi importa relativamente l’aspetto formale. Il luogo d’incontro, gli strumenti, i canali, noi vogliamo affrontare e risolvere i problemi, e per ottenere questo risultato - vogliamo istaurare e consolidare un rapporto positivo, fatto di condivisione di valori e di principi - per trovare un’armonia anche nel campo della programmazione e nella gestione di interventi e servizi, tenendo sicuramente presente la diversità dei ruoli e di mandato, ma puntando a realizzare il bene comune. Il principio di sussidiarietà, che nel già richiamato incontro di martedì è stato definito abusato ma che in realtà è ancora sconosciuto ai più, può allora prendere le forme di una nuova alleanza, un nuovo patto fra le amministrazioni e i cittadini, per risolvere insieme i problemi sempre più complessi della nostra vita collettiva. A noi piace molto la formula della sussidiarietà orizzontale, anche quella della finanza di progetto, ma di più, la sussidiarietà, perché implica il concetto della cittadinanza attiva, che non ha paura di esprimere l’esercizio di una responsabilità dentro lo spazio pubblico, contribuendo a qualificarlo ed ampliarlo. Ma passiamo ad illustrare, solo in maniera esemplificativa, alcune nostre possibili iniziative, aperte al contributo di tutti, alcune possono sembrare delle riproposizioni di vecchi argomenti, ma individuano problemi che noi vogliamo affrontare, naturalmente con l’aiuto e la collaborazione di tutti. Vedo che Paola è pronta. Spetta a lei partire con la presentazione del primo progetto. Innamorarsi di Nettuno, illustra la socia, aspirante giornalista Paola Leoni.
1° progetto “Innamorarsi di Nettuno”
Il degrado e il malcostume rischiano di assediare ogni giorno di più le nostre città. La cittadinanza deve sopportare le buche, gli atti vandalici, i furti, la maleducazione e vivere con preoccupazione e in ambienti sempre più deteriorati. Ma il singolo individuo spesso si sente solo e impotente. Ormai c’è una certa disillusione e un forte distacco e disinteresse dei cittadini verso la possibilità di migliorare le cose con la partecipazione. Il rischio sempre più grande è quello di delegare tutto a pochi ed allontanarsi definitivamente dalle istituzioni. Poi c’è anche chi cerca di sfruttare i problemi sociali, apparentemente con spirito disinteressato, ma in realtà con obiettivi politici. E la confusione del povero cittadino aumenta. Noi vorremmo fare qualcosa per far convergere la delusione e la rabbia verso obiettivi utili per la città. E lo vorremmo fare insieme a voi tutti, almeno a chi è interessato. Affrontando questioni fondamentali su cui tutti dovremmo convergere, al di la degli schieramenti. Una è senzaltro quella del degrado, guardiamo insieme questa serie di diapositive: ci si può abituare a queste immagini della nostra città?, alle buche, a questi treni, ai motorini e alle auto bruciate, all'immondizia, ai colonnati delle chiese imbrattati, alle scuole deturpate, alle scritte sui muri del comune? Noi non ci vogliamo abituare e vogliamo lanciare una campagna di sostegno per organizzare insieme una campagna di sensibilizzazione che porti a comportamenti virtuosi e azioni positive. Una assemblea pubblica con distribuzione di spillette con su scritto "I love Nettuno" con indicazione della data in cui una task force inizierà a dare l'esempio concreto. L'obiettivo è convincere tutti, facendo capire che è interesse di tutti che Nettuno sia pulita e sana e al computer vi facciamo vedere come potrebbe essere. Noi vogliamo un litorale e Nettuno splendere di nuove e vecchie bellezze, un luogo dove si vive e si soggiorna volentieri, grazie all'amministrazione, al coinvolgimento delle associazioni, dei cittadini, dei commercianti, tutti assieme per fare sistema, per innescare la scintilla di un "nuovo risorgimento". Ce la possiamo fare, dove se non qui, quando se non ora, chi se non ognuno di noi.
Giancarlo Testi Grazie Paola per questa presentazione e per questi richiami. Si prepara Giovanni per il secondo progetto. Certo sono impressionanti le immagini di una Nettuno così ridotta. Il borgo. Che dovrebbe essere il vanto di Nettuno, e forse la sua rinascita, se qualcuno avesse il coraggio di riportarvi gli artigiani e il clima di una volta, quando, in periodo di risorse limitate e di pericoli, si faceva economia, ci si aiutava, si stava e viveva insieme. E che dire delle viuzze deturpate, degli scarabocchi sulle colonne della chiesa e tutto ciò accanto alle bellissime bifore che si affacciano sulle viuzze che una volta erano operose e piene di vita. C’è da farsi stringere il cuore. Coloro che avranno il compito di amministrare la città hanno materiale su cui lavorare. Ma tocca al grandissimo nostro segretario, Giovanni Galluzzi, che molti di voi già conoscono. Giovanni ritrovato lo spirito, la motivazione e la voglia di fare classica nei giovani pieni di entusiasmo e svolgerà il tema “L’acqua pulita è un diritto”.
2° progetto “L’acqua pulita è un diritto” L’acqua. Non c’è prodotto su questa terra che richiami al concetto di libertà come l’acqua. Nasce nelle vette incontaminate, scende a valle e percorre chilometri e chilometri, incontra paesaggi bellissimi, pesci, animali, fino a che arriva al mare e si riconfonde. Può evaporare, ma poi ritorna come pioggia ed è difficile da imbrigliare. Insomma è libera. Quando si parla di acqua si discute di tre realtà interconnesse tra loro: l'acqua come diritto alla vita, l'acqua come bene comune, l'acqua come democrazia. L'acqua potabile è un diritto inalienabile di ogni essere umano, anche se più di 1500 milioni di persone nel mondo non hanno accesso ad essa. Se il sud del mondo soffre in maniera evidente di un deficit di diritto all'acqua, da noi il problema si presenta in forma più subdola come inquinamento e scarsa potabilità. L'acqua appartiene alla comunità e la gestione dell'acqua è un problema di democrazia; non è un fatto tecnico da riservare solo a presunti esperti. E' la comunità locale che deve occuparsene e l’'acqua come democrazia deve rafforzare la solidarietà.
Ma siamo proprio certi che l’acqua che beviamo sia quella dichiarata dalla società che la gestisce? L'acqua potabile è di per se un bene a rischio, sottoposta ad un graduale peggioramento della sua qualità per un suo impoverimento, qualitativo e quantitativo. Sono cronache recenti l'inquinamento di alcune sorgenti. Uno dei problemi è l’eccessivo numero dei pozzi che abbondano nel nostro territorio, anche grazie alla facilità di reperimento di ottima acqua ed in grandi quantitativi. Ma l’acqua dei pozzi, quando abbonda, per come sono costruiti gli acquedotti locali e in assenza di valvole che lo impediscano, spesso si mischia con quella potabile, compromettendola e comunque facendola pagare al consumatore come potabile, senza averne la certezza. Ma veniamo agli scarichi. L’acqua potabile dovrebbe sempre avere un suo percorso differenziato rispetto alle fogne. A volte il tutto si mischia e a volte l’acqua chiara fa comodo per equilibrare il mancato flusso di quella nera per consentire alle pompe di sollevamento o a quelli che gli addetti ai lavori chiamano simpaticamente “frullatori”, di poterle spingere verso il depuratore. Noi abbiamo seguito il percorso delle acque e abbiamo verificato che qua e la ci sono problemi seri, dai fossi che vanno a sfociare sul Loricina, a quello che da Tre Cancelli va verso il laghetto Granieri, fino quelli che giungono al poligono. E ci siamo posti alcune domande che vorrebbero delle risposte chiare. Domande che noi presenteremo ufficialmente appena avremo chiaro il quadro complessivo ma sulle quali vogliamo aprire una discussione e chiedere delle verifiche. Sul controllo degli scarichi poiché sembra essere del tutto inadeguato sia come frequenza sia come affidabilità così verrebbero convogliati frequentemente agli impianti di depurazione scarichi anomali che mettono a rischio l’efficienza del trattamento fino all’immissione in mare di acque con parametri al di sopra dei limiti di legge. In alcuni casi si arriverebbe vicini alla fermata degli impianti a causa della distruzione della flora batterica; - Sulla particolarità che il territorio di Anzio e di Nettuno è attraversato da corsi d’acqua e canali di bonifica provenienti da territori limitrofi interni, nei quali si riversano scarichi inquinanti fuori controllo e che, in certi periodi dell’anno queste acque che si riversano a mare hanno caratteristiche qualitative tali da poterle assimilare a fognature a cielo aperto, tantè che le analisi per la balneabilità eseguite periodicamente evidenziano la gravità della situazione, Tutte questioni serie che destano grande preoccupazione. Un problema enorme che va affrontato complessivamente e con serietà, con la consapevolezza di tempi lunghi. Noi però ci siamo dati un obiettivo più ridotto. Ci vogliamo preoccupare della salute del Loricina che attraversa Nettuno, anche se è, guarda caso, nascosto da folta vegetazione prima e interrato alla foce. Siamo certi che l’acqua che vi scorre non sia sempre salubre e si racconta che nei tempi di brutto tempo dalla foce esca di tutto. Il problema degli scarichi abusivi è un problema comune a tutta l'Italia, ma nel Lazio ha caratteristiche inquietanti: sembra che il 21% degli scarichi civili non sia allacciato alla rete fognaria. Sappiamo anche che è difficile individuare e perseguire i colpevoli. Ma da una verifica fatta sugli scarichi e sulle acque che sfociano sulle spiagge antistanti la foce del fiume queste risulterebbero gravemente inquinate e non idonee, rispetto alla normativa igienico sanitaria. Per salvaguardare le acque ma anche per non trovarci anche quest’anno con il problema del mare inquinato. A livello nazionale il 9 ottobre 2006 la nostra associazione, nell’ambito dell’accordo stipulato con il Comune, ha presentato un progetto di disinquinamento delle acque. L’obiettivo era promuovere appunto il disinquinamento delle acque della vecchia discarica e del fosso di Loricina. Attività progettuale rientrante in un accordo di programma sottoscritto tra la Regione Lazio e il Ministero dell’Ambiente. Ma il Commissario Straordinario probabilmente aveva da pensare a cose più serie e tutto e stato rimandato. Il progetto che vogliamo qui, convintamene, riproporre, tiene conto del fatto che nel contesto ambientale del litorale si debba dedicare particolare attenzione al mare ed alle spiagge quale patrimonio naturale in grado di sostenere la varie attività imprenditoriali che rappresentano il fulvo dell’economia locale. Per proteggere e preservare il litorale occorre intervenire periodicamente utilizzando tecniche innovative, ad impatto ambientale “zero”, che a costi contenuti siano in grado di migliorare le condizioni ambientali delle aree degradate e non. Occorre effettuare interventi di pulizia e protezione al fine di recuperare, riqualificare e conservare in chiave ambientale le aree del litorale. Il primo destinatario di un intervento di riqualificazione dovrebbe riguardare il fosso Loricina con evidenti vantaggi sulla vita della comunità in termini di: igiene, prevenzione malattie a carattere infettivo, rilancio dell’economia locale (turismo). Le motivazioni che ci hanno spinti a chiedere un intervento sono evidenti: basterebbe leggere qualche dato facilmente reperibile per capire che, specie l’estate, è un vero paradiso per i microrganismi che popolano le spiagge. Impetigine, infezione comune che prende i bambini in spiaggia, micosi o funghi che aumentano anche per il caldo, l’umidità e la promiscuità, pitiriasi versicolor e batteri vari. Ma non vogliamo entrare troppo nel tecnicismo, eventualmente ci sarà l’opportunità in altri momenti, di sicuro resta il fatto che questi germi patogeni se non eliminati diverranno causa di diverse e varie patologie: cutanee, digestive, dell’udito ecc. Il mare riceve gli scarichi degli impianti di depurazione non sempre perfettamente funzionanti, soprattutto nei periodi di maggior carico, poi ci sono le acque del Fosso di Loricina, che, dopo aver attraversato Nettuno nel tratto interrato percorre a cielo aperto un tratto di spiaggia fino a mare. Il Fosso di Loricina è definito dall’Arpa ad alto livello di inquinamento fecale fra il 2003 e il 2004, quando sono stati fatti i prelievi gli streptococchi fecali sono passati da 1500 a 11.000 ogni 100ml e i coliformi fecali da 46.000 a 110.000. La nostra associazione aveva proposto un sistema di ricircolo delle acque del fosso in modo da creare una zona di contatto con l’ozono con un punto di intervento situato a monte delle acque del fosso sulla spiaggia, all’incrocio con via Lombardia dove è presente una stazione di pompaggio che serviva a far confluire la portata di magra in una condotta che scaricava comunque a mare. Un progetto già collaudato per esempio nel porto di Marghera, realizzato grazie alla collaborazione tra l’istituto di ricerca CNR (con il quale collaboriamo anche noi) e la società Sapio. Questo progetto si inserisce nell’ambito degli interventi di recupero a carattere ambientale che garantiscono nel tempo il miglioramento, o più precisamente, il ripristino, di condizioni igieniche di vita. Su iniziative come questa noi vogliamo credere e spenderci. Avevamo cominciato con il concetto di libertà che riguarda l’acqua. Come qualsiasi altra entità naturale l’acqua deve avere paura di un solo abitante della terra: dell’uomo. Non siamo riusciti ancora a farla sparire, come abbiamo fatto con altri esseriviventi, ma certamente a contaminarla si. Cerchiamo, nel nostro piccolo, di rimediare. Per noi, per i nostri figli, per Nettuno.
Giancarlo Testi Come ci si può proporre e voler caratterizzare come comune ad attrazione turistica se a Nettuno, non dico che non ci sia un teatro, ma nemmeno un cinema. Siamo pieni di banche, agenzie immobiliari, lavanderie, ma non abbiamo niente per i nostri giovani e addirittura il mare, che dovrebbe essere fonte di ricchezza e richiamo…è inquinato. Ma vedo già Barbara pronta, lei deve presentare il terzo progetto dal titolo “Grugnole, da ex discarica ad oasi ambientale”, illustra Barbara Mauricette Parrella, nostra socia e da poco laureata in architettura.
3° progetto "Risanare le Grugnole"(illustra Barbara Parrella) Gia da tempo amministratori sensibili e lungimiranti avrebbero dovuto prevedere che era fondamentale diminuire la produzione dei rifiuti, dando vita ad una nuova strategia di gestione degli stessi, non più considerati come scarti da smaltire, ma da recuperare, riciclare e riutilizzare, ponendo l’accento sulla prevenzione e la riduzione, oltre all’informazione, per superare la logica dello smaltimento in discarica. Tutto un percorso per arrivare all’assimilazione di un nuovo concetto: quello dello sviluppo sostenibile. Ma per ottenere risultati concreti non basta la buona volontà di qualcuno, c’era e c’è la necessità di un approccio integrato degli ambiti economici, sociali ed ambientali, di una crescita economica sostenibile con la protezione dell’ambiente e nello specifico dei rifiuti, ma anche lo sviluppo del concetto di ciclo di vita ambientale di un prodotto. Per minimizzare gli impatti negativi sull’ambiente si deve coinvolgere tutti: industria, autorità pubbliche, consumatori nel processo di revisione dei circuiti produttivi del rifiuto. Fino a qui concetti che conosciamo tutti bene, e che il disastro napoletano hanno portato alla ribalta, ma che siamo attesi a metterli in pratica e a costruire, magari insieme, cultura su questi temi nei prossimi mesi. Noi, per esempio, vorremmo organizzare, in vista della raccolta differenziata a Nettuno, una manifestazione che in pratica e semplicemente, con giochi per bambini, ne faccia capire l’importanza e insegni praticamente e gioiosamente ad effettuarla. Fin qui la raccolta normale dei rifiuti, ma vi è un problema ancora più serio: quello dello smaltimento illegale o comunque sbagliato di sostanze tossiche nell’ambiente, perché costituiscono un rischio elevato per i cittadini ed anche per le attività agroalimentari e la zootecnia. Infatti le discariche abusive censite dal Corpo Forestale dello Stato sono quasi sempre localizzate in territori rurali dove il contatto con falde acquifere e le colture agricole rappresenta un grave rischio per la salute dei consumatori. Al di la dell’azione preventiva e repressiva svolta dal Corpo Forestale è importante che tutti i cittadini inizino a sentirsi attivi rispetto a questi problemi generali e coinvolgano tutte le istituzioni competenti affinché sia attuata una decisa azione di contenimento del fenomeno e una forte iniziativa di bonifica dei luoghi contaminati. E in giro per il litorale lo smaltimento illegale è prassi e non fa solo male agli occhi. Ma c’è una questione che in questo momento ci preme più delle altre. Qualche giorno fa abbiamo fatto un veloce sopralluogo ad una vallata in località Grugnole. L’ingresso non è promettente, ammassati per terra e dentro il bosco si può trovare di tutto, dai regoli dei bambini ai pneumatici, dai parafanghi alle bottiglie di vetro. Ma, purtroppo le discariche prodotte dall’inciviltà dei cittadini sono numerose sul nostro territorio. Siamo entrati e scalata la montagnetta ci siamo trovati in un ambiente verdissimo e rigoglioso, c’erano perfino i cavalli al pascolo. In un primo momento pensavamo che l’informazione avuta fosse priva di fondamento, pareva un ambiente bello, salubre e incontaminato. Ma quanto può ingannare l’apparenza. Un grande poeta della canzone italiana cantava: dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori. Niente di più adeguato, perché dopo poco tempo ci siamo accorti che stavamo sopra un immenso cumulo di rifiuti, sopra una vecchia discarica in disuso da anni. Noi non abbiamo toccato ne smosso niente, abbiamo solo visto e fotografato e, anche se è passato tanto tempo, ci è sembrato evidente che quella che stavamo calpestando era una discarica che il tempo aveva nascosto. Abbiamo cercato delle conferme. Dalla parte laterale che scendeva a valle l’acqua aveva resi visibili gli strati d’immondizia che compongono la discarica. Plastica, cavi, tessuti, pietre, sono ancora visibili. Ma la preoccupazione più grande l’abbiamo avuta quando a valle abbiamo visto quello che sembrava un ruscello, ma che ruscello non era. Se le Grugnole è veramente una montagna d’immondizia è anche possibile che le infiltrazioni dell’acqua nella massa di rifiuti e la decomposizione degli stessi abbia prodotto il famigerato percolato: un liquido bruno e stagnante, pericolosissimo. Il percolato possiede un elevato tenore di inquinanti organici e inorganici, che derivano dai processi biologici e fisicochimici che si sviluppano all'interno di una discarica e contiene inquinanti molto pericolosi. Secondo la normative vigente, deve essere opportunamente trattato nel sito stesso della discarica o destinato ad impianti di trattamento di acque luride. Ne basta una goccia per infestare qualsiasi ambiente. Noi abbiamo solo fatto delle fotografie, continuiamo a guardarle assieme. Il Corpo Forestale dello stato ma anche le amministrazioni interessate hanno il compito di monitorare costantemente il fenomeno delle discariche abbandonate, adottando tutte le misure preventive e repressive che si rendono necessarie per contrastare questo fenomeno. Anche per le discariche prodotte da abbandono e deposito incontrollato di rifiuti sul suolo o rispetto all’immissione di rifiuti di qualsiasi genere, allo stato solido o liquidi, nelle acque superficiali o sotterranee. Il vecchio decreto Ronchi prevedeva anche degli strumenti per un’efficace autodifesa dalle discariche abusive, strumenti che prevedono anche la messa in mora del sindaco. Ma sia chiaro, noi non vogliamo accusare ne mettere in mora nessuno, noi vogliamo verificare, avere certezza che le Grugnole non sia pericolosa, dannosa alla nostra salute e ai prodotti. Certo le ex discariche, già di per se, non sono un bel biglietto da visita per un territorio che vuole essere ad attrazione turistica, ancor meno se insistono vicino a terreni agricoli a fiumi o ruscelli. Più grave invece sarebbe se in questi anni non fosse stato fatto niente per mettere a norma tutta l’area, allora le Grugnole rappresenterebbero realmente una bomba ecologica. Ma noi non vogliamo fare scandalismi, non vogliamo però nemmeno sottovalutare il problema. Sollecitiamo quindi l’intervento delle Istituzioni competenti affinché, in tempi rapidi sia fatta una verifica. Se nulla succedesse, se non avremo certezza sulla bonifica dell’area, andremo noi con i nostri ricercatori a prelevare dei campioni e, se i risultati corrispondessero alle nostre preoccupazioni, allora veramente dovremo prendere posizioni più radicali. L’area delle Grugnole va comunque restituita alla città e, una volta che si è appurato la non pericolosità o messa a norma, magari trasformata in vera oasi naturalistica. Sarebbe un bell’esempio in una nazione che ultimamente di buoni esempi ne da pochi.
Giancarlo Testi E’ un interrogativo serio a cui si deve una risposta quello posto da questo intervento. Ci sarebbe la necessità di corsi di formazione, ad iniziare da chi deve giudicare su queste questioni. Le vecchie discariche hanno tutte un decorso post mortem che si aggira sui 30 anni, ma dipende da cosa è caratterizzata la discarica.
Se c’è stata la bonifica prevista non ci sono problemi, se non quelli visivi, altrimenti si potrebbe parlare di danno ambientale o di criticità ambientale. Ma si potrebbe anche arrivare al disastro ambientale. Ma queste sono solo supposizioni. Non resta che avere risposte e fare delle verifiche serie. Adesso è il turno di uno dei soci fondatori della nostra Struttura territoriale. Tratta un tema che gli è molto caro e che conosce benissimo. La parola ad Andrea Onori e alla sua presentazione “ Far rivivere Torre Astura” (segue) Visita il sito www.litoralesud.net 20:31 - Mar. 7, 2008 - commenti {0} - Invia un commentoInnamorarsi di Nettuno continua
4° progetto “Far rivivere Torre Astura” illustrata da Andrea Onori Andrea ha ripercorso la storia di Torre Astura con i vari passaggi che in qualche caso hanno deturpato la fortezza, ed ha illustrato la bellezza dei luoghi e la necessità di poterle rendere fruibile ai cittadini, magari con visite guidate e percorsi culturali.
Giancarlo Testi
Qualcuno un po di tempo fa, affermò che “solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di cambiare il mondo, possono cambiarlo davvero”, sembra un paradosso, ma non lo è.
Solo se crediamo veramente che sia possibile, con dedizione, perseveranza ed impegno, cambiare l’humus culturale di questa città ci potremmo riuscire veramente.
L’obiettivo finale, con l’aiuto di tutti, è quello di innescare un circolo virtuoso che mobiliti le persone di buona volontà e risvegli anche i giovani alla consapevolezza di essere parte integrante di una comunità che gli appartiene e che devono proteggere, difendere Perché qui dovranno costruire il loro futuro.
Certo ci sarà necessità anche di buoni esempi, da parte di tutti partendo dai prossimi amministratori.
Sicuramente si respira nell’aria un forte disagio per come vanno le cose, ma anche una gran voglia di cambiamento, una forte potenzialità, che va smossa e fatta esprimere. Grazie a tutti e "Forza nettuno".
Visita il sito www.litoralesud.net 12:35 - Mar. 7, 2008 - commenti {0} - Invia un commentoNASCE L'ASSOCIATA DI ANZIO E NETTUNO"NIMPHA onlus"
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12:30 - Nov. 9, 2007 - commenti {2} - Invia un commento |
Descrizione Associazione Nazionale Ecologica Ambientale Scientifica e Culturale composta da soci volontari per programmare progetti sulla prevenzione e tutela ambientale.
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